Franco IZ3GGL
Sono entrato da poco nel mondo Meshtastic, interessato alla novità, come sempre, ma soprattutto interessato alla grande possibilità di sperimentare antenne su frequenze diverse da quelle radioamatoriali.
Purtroppo mi sono subito scontrato con una simpatica cella telefonica a pochi centinaia di metri dalla mia abitazione, risultato ricezione zero! Soluzione? Filtri-amo!
La panoramica in rete di filtri e molto ampia ma la voglia di realizzare qualcosa di efficace ed economico ha prevalso come sempre, una sera a sfogliare i vecchi e polverosi testi sacri e soprattutto appunti scritti negli anni ed il materiale era già in laboratorio sul banco, materiale uscito dai cassetti.
La necessita di filtrare in ingresso ad un nodo in presenza di forti segnali adiacenti nasce perché l’ingresso dell’rx e di bocca buona e vede molti altri segnali vicini oltre a quello richiesto che ne riducono la sensibilità d’ingresso e quindi la ricezione.
Ho scelto la cavita classica ad una cella per iniziare e vedere i risultati “sul campo”, semplice da fare ma soprattutto realizzata con materiali di facile reperibilità.

Diamoci da fare e iniziamo con la lista dei materiali:
• 75 mm di tubo di rame diametro 50, lo trovate da qualsiasi lattoniere
• 65 mm di tubo di rame diametro 20, lo trovate da qualsiasi ditta di riscaldamento
• 2 piatti di rame da grondaia spessore 1,5 mm 80 x 80 mm, tornate dal lattoniere
• 1 vite in ottone M6 x 50, la trovate in ferramenta
• 2 bulloni ottone M6, li trovate in ferramenta
• 10 cm di filo di rame argentato diametro 2 mm, lo trovate nei vecchi centralini tv potete usare il cavo caldo di un cavo coassiale tv, meglio l’argentato da 1 mm
• 2 connettori sma a flangia, li trovate in rete
Rifinite bene entrambi i bordi del tubo da 50 e del tubo da 20 rimuovendo l’ossido per facilitare la saldatura, analoga sorte per entrambi i lati del piatto 80 x 80.
Nei 2 piatti trovate il centro e solo su uno forate da 3 mm poi se volete tagliate gli angoli per renderlo piu “professional”a scelta vostra.
Posizionate il tubo da 20 mm al centro del piatto 80 x 80 senza foro e con un buon saldatore (100 w ) saldate bene, portate pazienza e farete un bel lavoro.
Piegate ad L 2 pezzi di filo argentato alto 16 mm e saldatelo a 6 mm dal tubo interno, questi 2 link dovranno essere a 180 gradi tra di loro, tenete la parte orizzontale almeno 15 mm lunga, poi la taglierete.
Prendete il tubo da 50 e fate 2 fori a 180 gradi uno dall’altro con diametro per ospitare il connettore sma e con 2 punti di saldatore bloccate i connettori a 16 mm dal fondo del tubo.
Inserite il tubo da 50 nel piatto con saldato il tubo da 20 e tagliate i 2 link da 2 mm fino a che sfiorino appena il polo caldo dello sma, saldate il polo caldo al link (piccolo saldatore)
Saldate il tubo da 50 sul piatto inferiore, non troppo, pena la possibilità di dissaldare il link, non serve saldare tutto intorno è sufficiente fare 8/10 piccoli punti per dare solidità e continuita elettrica, l’RF li non scappa.
Prendete il piatto 80 x80 quello con il foro ed allargatelo a 7 mm e saldate il dado da M6.
La parte più difficile è saldare il coperchio con lo stesso sistema di quello inferiore, ma deve essere più possibile al centro.
Prendere la vostra vite da M6 x 50 inserite un dado fino a mezza corsa e poi avvitate sul dado saldato al coperchio superiore in modo che la vite entri all’interno tubo da 20 mm
Ma prima di saldare appoggiate il coperchio al cilindro e fermatelo con un peso o dei morsetti fate una prova di risonanza con lo strumento perchè potrebbe essere necessario un leggero disassamento per una migliore resa del filtro, una volta trovato il punto migliore potete saldare con la stessa tecnica del piatto sul fondo.
Il filtro tecnicamente è simmetrico ma meccanicamente no, quindi provate ad invertire l’ingresso (dove iniettate il segnale) con l’uscita (quello che va allo strumento) e potreste trovare delle differenze, una volta trovato la migliore soluzione segnate ingresso ed uscita con un pennarello
Non scaldate troppo altrimenti potreste dissaldare i due link!
Bene avete costruito, non tutti, la vostra prima cavità, complimenti!
Per la taratura potete utilizzare un VNA o altri strumenti idonei importante e poter leggere il comportamento della curva al variare dell’inserimento della vite, vedrete che porterete il filtro in frequenza, trovando la minima posizione di perdita di inserimento a 869.525 MHz.
Una volta tarato scrivete la perdita di inserzione e la data di costruzione, io faccio cosi e posso garantirvi che quando apro delle vecchie mie apparecchiature sono sorpreso nello scoprire la data di costruzione!
Per i più avventurosi la soluzione classica di questi filtri è il montaggio in serie, tre filtri uguali collegati tra loro con due doppi sma femmina ed ovviamente un sostegno meccanico per legarli.
Posso garantirvi che una sola cavità offre un bel taglio ai segnali adiacenti non graditi al nostro nodo, dipenderà molto da dove vi trovare e cosa avete vicino, una cella telefonica arriva anche a 300 w erp ed un ripetitore televisivo molto di più, e qui la battaglia è dura!
Nel mio caso sono passato da ricezione “zero” ad agganciare nodi in altura ben distanti, dopo l’inserimento del filtro in cavità.
Mi hanno scritto nel gruppo se la deriva termica dei materiale può influire sulla taratura, certo che si, ma trattandosi di un filtro piuttosto “largo” il problema non si presenta o è molto limitato. Una volta ho racchiuso un piccolo filtro a tre celle (5GHz) prendendo un blocco di polistirolo, l’ho scavato con la forma del filtro, facendo in modo che risentisse il meno possibile della variazione di temperatura, unico handicap era il raddoppio delle dimensioni.
Grazie a chi ha avuto l’interesse e la pazienza di leggere l’articolo
Sono graditi report consigli e miglioramenti
